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    USO DROGHE PSICOTROPE NEI RITUALI E NELLA VITA

    2 anni ago · · 0 comments

    USO DROGHE PSICOTROPE NEI RITUALI E NELLA VITA

    Talvolta sento parlare da persone nell’ambito dell’olismo di rituali sciamanici i cui partecipanti fanno uso di sostanze psicotrope, spesso si racconta della famosa ayahuasca, una pianta che produce effetti allucinogeni e che aiuterebbe ad entrare in uno stato di trance, allo scopo di indurre particolari esperienze esoteriche.

    In genere sono perlopiù gli sciamani dell’America Latina e i loro discepoli a farne uso.

    Coloro che hanno partecipato a questi rituali mi hanno raccontato che dopo averla assunta hanno sperimentato malessere, seguiti da attacchi di vomito prolungati.

    Ma è veramente necessario assumere sostanze stupefacenti per avere esperienze mistiche?

    In realtà nei numerosi ritiri di meditazione ai quali ho partecipato, non ho mai fatto uso di sostanze similari, anche perché nelle meditazioni l’obiettivo principale non è ottenere l’esperienza mistica, bensì addomesticare la mente per renderla più presente, meno distratta dai pensieri nocivi e conseguentemente più serena, oppure sviluppare l’amore compassionevole insieme alla saggezza trascendentale. È anche vero che in alcune occasioni sono capitate esperienze particolari, come sogni divinatori o purificatori, stati di felicità straordinari o momenti d’amore e saggezza profondi, ma sono state esperienze conseguenti allo stato meditativo, non ricercate appositamente.

    In alcuni ritiri è addirittura proibito fumare o utilizzare bevande eccitanti che contengano la caffeina. Per la mia esperienza e per gli insegnamenti ricevuti dai miei maestri, sono contrario a qualsiasi utilizzo di sostanza stupefacente nella vita, figurarsi in un ritiro di meditazione.

    Anche l’abuso di alcol può indurci ad azioni di cui potremmo pentirci, siccome la nostra consapevolezza potrebbe divenire confusa.

    C’è un interessante narrazione tibetana che racconta di una donna che decide di rinchiudere un monaco nella sua dimora.

    Gli chiede di eseguire a scelta una delle seguenti cose, se vuole essere liberato: uccidere un suo animale, fare l’amore con lei o bere una bottiglia di alcol. Lui è molto indeciso, riflette molto, siccome tutte e tre le azioni andrebbero a rompere uno dei voti che ha assunto, ma alla fine propende per bere la bottiglia di alcol, credendo che possa essere il male minore. L’indomani, appena si risveglia dalla sbornia, si accorge di aver passato tutta la notte con la signora e di avere anche ucciso il suo animale.

    La morale di questo racconto è che perdere la consapevolezza può causare moltissime azioni deleterie e quindi produrre un karma negativo.

    Infine dovete sapere che anche il fumo da sigaretta è nocivo per il nostro sistema energetico che funziona in tandem con il nostro respiro, siccome comporta il blocco dei canali energetici, che con fatica ripuliamo attraverso la meditazione. Capite bene che è un controsenso fumare, per un praticante.

    Tags: , Categories: Buddhismo, Counseling, Meditazione, Reiki

    Matteo Ferrarini

    Matteo Ferrarini

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