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    Che cosa è la Meditazione?

    2 anni ago · · 0 comments

    Che cosa è la Meditazione?

    Nonostante la sua crescente popolarità, al giorno d’oggi poche persone sanno cosa sia veramente la meditazione e in cosa consista davvero!

    Se ricerchiamo cosa sia la meditazione in rete ne troviamo di ogni immaginazione e ritengo che qualsiasi neofita si senta come un bambino davanti alla bancarella dei dolciumi, finendo per scegliere la leccornia più attraente, senza pensarci due volte.

    Di per sé non è sbagliato.

    Ma dobbiamo capire se ciò che ci viene proposto, unitamente a quello che stiamo sperimentando, corrisponde veramente a meditare e per esperienza posso assicurarvi che non è così scontato, soprattutto se siamo alle prime armi.

    Per esempio molti dei miei amici erano convinti che la meditazione fosse una sorta di tecnica di rilassamento, mentre alcuni parenti pensavano si trattasse di un metodo volto ad eliminare pensieri ed emozioni, capace addirittura di trasformare le persone in robot privi di sentimenti, per fortuna posso assicurarvi che queste credenze sono completamente erronee.

    Nel buddhismo esistono numerose tecniche di meditazione:

    Ogni Meditazione ha come comune denominatore l’ottenimento di una mente più vigile e presente, poichè solo in questo modo è possibile raggiungere uno stato di profonda calma e serenità, rendendoci capaci di osservare i nostri pensieri, le emozioni e le nostre tendenze, senza esserne più schiavi inconsapevoli.

    Questo processo inconscio è in grado di apportare un enorme trasformazione nella nostra esistenza, poichè da attori protagonisti, dove viviamo ogni dramma della nostra vita in prima persona, ne diventiamo gradualmente spettatori, capaci di osservarla da una prospettiva più ampia e spaziosa ed infine addirittura registi, in grado di gestire e trasformare ogni situazione a nostro vantaggio.

    Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di comprendere com’è possibile con la meditazione allenare la mente per renderla più presente e consapevole, senza che questa venga distratta dai pensieri del passato e del futuro, dalle emozioni e dalle tendenze che ci portano a compiere azioni di cui poi ci pentiamo.

    Siccome siamo costantemente bombardati da ogni sorta di notizia in tempo reale per via della globalizzazione, a cui si aggiungono le preoccupazioni dovute al lavoro, alla salute e alla famiglia, è lecito immaginare come la nostra mente sia costantemente distratta: l’esempio che fanno i maestri tibetani, che calza perfettamente a pennello, è quello della scimmia che salta agitata di ramo in ramo. Ecco, la nostra mente si comporta esattamente allo stesso modo balzando da un pensiero all’altro, da un’emozione all’altra, causandoci turbamento. Tutto questo dà origine alla sofferenza, in particolare se comprendiamo come ognuno di noi si identifica con le proprie proiezioni mentali, rendendole solide e reali, un’abitudine cristallizzata difficile da sovvertire. Per esempio c’è molta differenza nel dire “Sono arrabbiato” dal pronunciare “Sento l’emozione della rabbia”.

    La tecnica alla base di ogni meditazione buddhista, è in grado di accrescere lo stato di presenza e consapevolezza della mente.

    La Meditazione consiste nel lasciare quest’ultima concentrata su un oggetto qualsiasi, concreto o immaginario, come unico supporto alla meditazione stessa, in modo da dirigere la mente in un’unica direzione, come la punta di una freccia (al contrario di come è abituata a fare di solito).

    Ci si può concentrare su una pietra, su una statua del Buddha, su forme luminose, oppure nel caso più comune sul respiro, siccome è sempre a nostra disposizione e non nutriamo nessun giudizio positivo o negativo a riguardo.

    L’obiettivo della meditazione è quello di rimanere concentrati senza sforzo.

    Nel caso del respiro ad esempio, sul flusso d’aria che va e viene alla punta del nostro naso e quando capita che la nostra mente si distrae (accade ogni volta che ci accorgiamo di non essere più focalizzati sul nostro supporto), allora la riportiamo di nuovo dolcemente sull’oggetto, in questo caso il respiro.

    Per ottenere dei cambiamenti apprezzabili occorre ripetere questa tecnica di meditazione ogni giorno per periodi di tempo sempre più lunghi e possibilmente frequenti.

    Se riusciremo ad essere abbastanza costanti nella meditazione, dopo circa un mese, potremo notare i primi risultati, che si traducono in una maggiore serenità e calma mentale, una migliore concentrazione, un approccio più fiducioso nei confronti del futuro e contemporaneamente una crescente accettazione per gli episodi del passato.

    Ovviamente esistono anche altre tipologie di meditazioni più complesse, dove si utilizzano particolari visualizzazioni, oppure vengono pronunciati dei mantra, o ancora si ricorre a specifiche tecniche di respirazione, ma alla base di tutto occorre sempre cercare di mantenere il più possibile la presenza e la consapevolezza (il famoso vivere nel qui ed ora), provando a lasciare scorrere le proiezioni della mente senza esserne distratti, solo così sarà possibile accedere allo stato meditativo vero e proprio.

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    Matteo Ferrarini Counselor

    Tags: , , Categories: Meditazione

    Matteo Ferrarini

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